Davide Boario, è un compositore, editore musicale e autore. La sua popolarità arriva dall’aver scritto musiche per il cinema, la televisione e il teatro, vincendo tra l’altro, premi in Italia e all’estero. La sua produzione spazia dalla musica da camera a opere sinfoniche, con attenzione al rapporto tra suono, memoria e spiritualità. Ma un bel giorno, senza programmare nulla, le sue mani scivolano dal pianoforte su un’altra tastiera, quella delle parole producendo: 2050 – I guardiani del pensiero, Ed. GFE, la sua prima opera letteraria.
L’opera da sensazioni forti che l’autore esprime in maniera immediata, non programmata, esattamente come quando compone le sue musiche. Le sue sensazioni qui ne fanno da padrone, producendo parole e disegni letterali, che devono per forza essere interpretate sia dall’autore che da chi legge consapevolmente o inconsapevolmente le righe della storia che si connette pagina dopo pagina, come le tessere di un mosaico. I personaggi emergono uno dopo l’altro, quasi come materializzazioni narrative di intuizioni e stati interiori che prendono forma man mano che il racconto avanza inesorabile.
È un romanzo che guarda avanti, uno spazio di pensiero multi livellare, soprattutto nella lettura che fa emergere le conseguenze dell’uso antropocentrico dell’intelligenza artificiale, la sua possibile forza trasformativa, il dialogo con il mito e l’utilizzo dell’entanglement quantistico come metafora dell’interconnessione umana. È forte la voglia da parte di Davide, di far vivere al lettore l’esperienza, il viaggio della vita. Il percorso che ognuno di noi fa con le sue paure, le sue scelte, le sue fragilità, le proprie speranze. Un destino dell’umanità dove noi tutti siamo responsabili.
”Che ne sarà di noi quando il lavoro, sia fisico sia intellettuale, verrà svolto quasi interamente da robot e intelligenza artificiale? Che cosa potrebbe accadere, a una civiltà quando la produttività non coinciderà più con il valore dell’individuo? Sarà possibile immaginare una tecnologia che liberi davvero l’uomo, oppure ogni tecnologia tende inevitabilmente a generare nuove forme di potere e nuove gerarchie?
Domande importanti che da secoli attanagliano l’uomo confuso tra potere, avidità e situazioni non chiare che succedono nel Mondo. Domande ancora troppo poco chiare come quella più importante: “Che cosa cavolo siamo venuti a fare sulla Terra?” Adesso ce lo chiediamo tutti.

